Shakuhachi

il flauto di bambù
Shakuhachi, il flauto di bambù

Il suono del bambù

Shakuhachi indica genericamente il flauto dritto giapponese. Fatto solitamente in bambù, è dotato di quattro fori sulla parete superiore e uno su quella inferiore. Dello shakuhachi si usano dieci taglie che vanno dai 39 cm circa ai 91 cm. Il nome deriva dall'espressione isshaku hachi sun, letteralmente uno shaku e otto sun che si si rifà alla lunghezza di 54,5 com del modello più diffuso. Questo produce come nota di base Re4 e ha un'estensione di oltre due ottave e mezza.

Le origini

Il flauto di bambù arrivò in Giappone dalla Cina durante il VI secolo d.C. Lo shakuhachi, tuttavia, è leggermente differente dalla sua controparte cinese, da cui esso deriva, per via di secoli di evoluzione isolata in Giappone. Sebbene sia apparso nel contesto buddhista, esso trova diffusione anche in àmbito secolare, sia come strumento solistico che in abbinamento con i con altri strumenti come il cetra e il liuto. Il repertorio si divide tra honkyoku, pezzi sviluppati come forma di meditazione da parte di monaci Zen, e gaikyoku, brani inizialmente esterni al repertorio per shakuhachi. Già alla fine degli anni Venti del XX secolo, lo shakuhachi raccoglie l'attenzione di musicisti che tentano di unire strumenti giapponesi con elementi occidentali.
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